lettera del direttore

Si è verificato un evento che molti di noi hanno sempre sognato. E’ stato identificato il gene che causa l’IP. Vorrei raccontare la storia di come avvenne questo straordinario risultato. Nell’autunno del 1994, nacque nella mia grande famiglia una bambina ricoperta di vescicole. Lei ebbe una errata diagnosi come se avesse una malattia infettiva, trattata in modo aggressivo con farmaci sbagliati ed è stata vista dopo dai genitori i quali erano emotivamente devastati. Ci sono voluti 4 mesi per ottenere una diagnosi corretta. Era estremamente difficile la ricerca di informazioni accurate, impossibile trovare un gruppo di sostegno. Ho fatto una promessa alla bambina che quando sarebbe diventata abbastanza adulta da avere figli propri, sarebbero stati scoperti i misteri dell’IP e lei non avrebbe dovuto subire l’esperienza dei suoi genitori.

Ho cominciato con la creazione della Fondazione Nazionale dell’Incontinentia Pigmenti, Inc. Con l’identificazione del gene, metà della mia promessa è stata realizzata. Non sarebbe stato possibile per una persona che lavora da sola raggiungere gli obiettivi che mi ero prefissata per la Fondazione. Vorrei quindi ringraziare tutti coloro che mi hanno aiutato a fare in modo che questa promessa si avverasse. Dire semplicemente grazie è assolutamente insufficiente. Le vite di tante persone saranno profondamente cambiate da questa scoperta.

Comincerò con il Consorzio Internazionale di Ricerca sull’Incontinentia Pigmenti (IIPRC), che organizzai nel 1996. A pagina 3 è presente una lista dei membri con le loro fotografie. Questo gruppo di persone veramente eccezionali ha lavorato insieme in un’unica collaborazione. Molti consorzi sono esistiti solo per cadere a pezzi a causa di competizione, mancanza di cooperazione e meschini antagonismi. Ma il IIPRC è eccezionale in diversi modi. I suoi membri sono un gruppo di diversi ambienti, nazionalità (7) e discipline che hanno colmato le barriere geografiche, di lingua e intellettuali per lavorare focalizzandosi su un solo problema: la natura genetica e la causa dell’IP. Essi si mettono in discussione l’uno con l’altro con rispetto, ognuno accettando la sfida del suo incarico lavorativo con serenità e senso dell’umorismo. Per anni il IIPRC si è riunito durante un fine settimana ogni sei mesi, molti viaggiando per migliaia di chilometri. Nel periodo che intercorreva tra due riunioni c’è sempre stata una raffica di e-mail per condividere informazioni, teorie, risultati, etc. Lungo la strada ci sono stati molti percorsi a vicolo cieco, risultati deludenti hanno preso il passo, le teorie che non sono riuscite, ecc. Nonostante tutto questo nessuno ha mai pensato o detto di voler abbandonare. Tutti coloro che traggono benefici dal loro straordinario impegno e il risultato finale non potrà mai conoscere a pieno la loro dedizione.

Il secondo gruppo, che è vitale per questo impegno, sono coloro che hanno partecipato alla ricerca. Gli adulti con l’IP, i genitori, i figli e i membri di tutta la famiglia che hanno accettato di condividere le informazioni cliniche e di inviare i campioni del loro sangue al laboratorio più vicino a loro appartenente al consorzio, sono stati preziosi. Nessuna ricerca è potuta andare avanti senza la capacità di esaminare e studiare questo gruppo.

Un’altra componente fondamentale sono le donazioni. Come possiamo esprimere in modo adeguato la nostra gratitudine a coloro che hanno contribuito finanziariamente o che hanno contribuito a raccogliere i fondi, in modo da rendere possibili i risultati ottenuti in precedenza? La Fondazione finanzia le proprie spese che sono sempre notevoli, anche se non paga alcuno stipendio o affitto. Ci sono i costi del telefono, di stampa, le spese postali etc. La Fondazione finanzia i ricercatori in Inghilterra, in Francia e il dipartimento clinico del laboratorio di ricerca in Texas. Essa paga anche le molte spese degli incontri del Consorzio che storicamente hanno avuto luogo ogni sei mesi, ma che ora si verificano più frequentemente. E’ importante ricordare che questo è solo il primo passo. L’isolamento e la clonazione del gene dell’Incontinentia Pigmenti è un risultato sostanziale, ma è solo l’inizio della nostra comprensione sull’impatto sulla genetica molecolare, sulla biologia molecolare e di sviluppo, sull’embriologia e dell’impegno realistico nella comprensione del suo ruolo nel cervello (ritardo e apoplessia), nella vista (sviluppo vascolare della retina e distacco della retina), nella pelle (eruzioni e cicatrici), nei denti (formazione e sviluppo dello smalto), e nell’immunologia (eosinofilia).

Ci sono quelli che devono essere ringraziati che non rientrano nei gruppi di cui sopra. Le famiglie, i membri del Comitato Scientifico Consultivo della NIPF, amici e innumerevoli altri che svolgono un ruolo continuo e vitale.

Noi tutti continueremo a lavorare insieme fino a raggiungere il nostro obiettivo finale. E ancora una volta ringrazio tutti voi per avermi aiutato a mantenere la mia promessa.

Susanne bross emmerich
Direttore fondatore ed esecutivo

NATURE MAGAZINE 25 Maggio 2000
“UN RICORRENTE RIARRANGIAMENTO GENOMICO IN NEMO, CHE RISULTA IN UN DIFETTO NELL’ATTIVAZIONE DI NF KAPPA B (NF-kB), E’ LA CAUSA PIU’ COMUNE DELL’INCONTINENTIA PIGMENTI”

L’articolo è a pagina 7 di Nature Magazine ed è molto tecnico. Ho quindi deciso che, invece di riprodurre l’articolo nella sua interezza, sarebbe preferibile ristampare solo il riassunto e i ringraziamenti. Per coloro che desiderano l’articolo completo può essere richiesto per iscritto alla NIPF all’indirizzo indicato sulla pagina di copertina.

Riassunto
L’Incontinentia Pigmenti Familiare (IP) è una genodermatosi neurocutanea che segrega come un disordine X-linked dominante, con una elevata probabilità di letalità prenatale maschile. Tra le femmine affette che sopravvivono, le sue manifestazioni fenotipiche principali includono disturbi di pelle, capelli, unghie, denti, occhi e sistema nervoso centrale. I pazienti presentano lesioni infiammatorie precoci della pelle e le cellule che esprimono il cromosoma X mutato sono selettivamente eliminate. Il locus per la malattia è stato geneticamente associato al gene del Fattore VIII nell’Xq28. A causa delle sue prime manifestazioni infiammatorie e della risposta apoptotica delle linee cellulari derivate dai pazienti, abbiamo analizzato il locus di NEMO, una proteina che è coinvolta nell’attivazione di NF-kB ed è quindi essenziale per molte vie pro-infiammatorie e di apoptosi. Qui mostriamo che la maggior parte dei casi di IP sono dovuti a mutazioni in questo locus con nuovi riarrangiamenti genomici responsabili dell’80% delle nuove mutazioni. Di conseguenza, l’attivazione di NF-kB è difettosa nelle cellule IP. Questa è la prima spiegazione di un disordine Mendeliano che risulta da una riduzione dell’attivazione di NF-kB e che fornirà informazioni utili sul ruolo di questa via nell’uomo.

Ringraziamenti
Il Consorzio Internazionale di Ricerca sull’Incontinentia Pigmenti è stato possibile solo grazie agli sforzi di Susanne Emmerich, Direttore della Fondazione Nazionale dell’Incontinentia Pigmenti, che non solo ha fornito il supporto pratico e finanziario ma ha favorito uno spirito di vera collaborazione. Un sincero apprezzamento è esteso alle famiglie che partecipano, per la loro disponibilità e continua collaborazione con queste indagini, e ai loro medici curanti per la condivisione delle informazioni facilitando le iscrizioni.